Pozzuoli
Archeologia a Napoli
 
 
 
 
 
 

Visita all'antica Puteoli (Pozzuoli)

 

Pozzuoli, il principale porto di Roma nei primi secoli dell’impero, era famosa tra gli antichi come pusilla Roma (piccola Roma), poiché, nonostante le ridotte dimensioni, appariva come una grandiosa città, pullulante di genti provenienti da tutto il Mediterraneo. Due anfiteatri, il complesso termale noto come Tempio di Nettuno, il Macellum (tempio di Serapide), lo stadio, sono alcuni dei monumentali resti della città che affiorano imponenti nel moderno tessuto urbano.

A Pozzuoli è possibile visitare:

  • la cattedrale riaperta dopo cinquant’anni dall’incendio che nella notte tra il 16 il 17 maggio 1964 che la distrusse completamente. All'interno del sito convivono dove convivono i resti dell’antico tempio di Augusto, costruito dall'architetto Cocceio Aucto e la cattedrale seicentesca in stile barocco voluta dal vescovo Càrdenas.
  • Il percorso archeologico del Rione Terra, il cuore dell’antica Puteoli, dove si percorre l’antico decumano e il cardo, via san Procolo, dove si affacciano botteghe e spazzi privati, fino ad arrivare al panificio della città.
  • L'Anfiteatro Flavio o anfiteatro maggiore, il terzo in ordine di grandezza del mondo romano, voluto da Nerone, ospitò i grandiosi giochi in onore di Tiridate Re di Armenia e fu teatro del martirio di San Gennaro. L'edificio da spettacolo si caratterizza per la straordinaria conservazione dei sotterranei, offrendo al visitatore una eccezionale visione di ciò che accedeva dietro le quinte dei giochi gladiatori.
  • Il Tempio di Serapide, l'antico Macellum di Puteoli. La grandiosa architettura è una testimonianza della importanza di Pozzuoli in epoca imperiale, ma è anche monumento della storia della scienza in quanto costituisce uno dei siti chiave per lo studio del bradisismo flegreo.
  • Il Vulcano Solfatara, il più interessante edificio vulcanico dei Campi Flegrei, dove osservare fenomeni, quali le fumarole, le mofete ed i vulcanetti di fango nonché alcune singolarità naturali, geologiche, botaniche e faunistiche.

Esempio perfetto della convivenza tra uomo e vulcano, che ha segnato la storia del golfo di Napoli sin dallo sbarco dei Greci che, sperimentati gli straordinari fenomeni naturali di questa terra, la battezzarono “Pedion Flegraion”, i Campi Flegrei.

 

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